
Un suono profondo è nel sangue
Io lo seppi quando le tue mani
toccarono la prima volta le mie
Da quel giorno ascoltammo
quasi un vento salire
col mugghio di un organo
fin che alla fine domati
ci piegò, come spighe mature, quel vento
*
Non chiedere
profumo di fiore
quando io posso darti
frutti d’autunno
Non ricusare di nutrirti
poiché l’inverno è alle porte
e già i santi vecchi
hanno levato la fronte
a contemplare l’eterno
Noi figli dell’attimo
beviamo l’ultimo vino
*
Andiamo d’inverno in mezzo al bosco
il bosco intorno è bianco e silenzioso
un abbraccio caldo e cieco ci chiude
Ci sciogliamo lenti dal sogno
con gli occhi aperti smarriti
vediamo intorno senza fine il bosco
gli alberi dolorosi il cielo freddo
la neve perdutamente uguale
Incombe un consapevole silenzio
*
Il vivace mattino
è lunga notte
è il solitario
ozio delle prigioni
il tormentoso
letto degli ospedali
è il dissanguarsi
lento di una ferita
*
Musiche nascono e muoiono
sono ancora parole
soli ardono si spengono
sono ancora tempo
Solamente il silenzio
oltre il gelo dei mondi
oltre il solitario passo dei vecchi
oltre il sonno dimenticato dei morti
solo il silenzio vive
