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5 poesie di Antonia Pozzi: Pudore, Nostalgia, Gioia, Paura, Alba

Antonia Pozzi

Antonia Pozzi

Antonia Pozzi (Milano, 1912 – 1938) è una delle voci più intense della poesia italiana del Novecento. Le sue poesie sono state pubblicate dopo la sua morte e raccolte in «Parole». Qui ne trovi cinque, brevi: Pudore, Nostalgia, Gioia, Paura, Alba.

Pudore

Se qualcuna delle mie povere parole
ti piace
e tu me lo dici
sia pur solo con gli occhi
io mi spalanco
in un riso beato
ma tremo
come una mamma piccola giovane
che perfino arrossisce
se un passante le dice
che il suo bambino è bello.

1° febbraio 1933

Nostalgia

C’è una finestra in mezzo alle nubi:
potresti affondare
nei cumuli rosa le braccia
e affacciarti
di là
nell’oro.
Chi non ti lascia?
Perché?
Di là c’è tua madre
– lo sai –
tua madre col volto proteso
che aspetta il tuo volto.

Kingston, 25 agosto 1931

Gioia

Lo splendore del sole
ti abbacinava ieri
dolendo
come la piaga
nelle pupille del cieco.
Ma oggi
lo splendore del sole
non è abbastanza lucente
per la lucentezza tua:
nell’infinito mondo non c’è
che questo tuo splendore
vero.

6 marzo 1932

Paura

Nuda come uno sterpo
nella piana notturna
con occhi di folle scavi l’ombra
per contare gli agguati.
Come un colchico lungo
con la tua corolla violacea di spettri
tremi
sotto il peso nero dei cieli.

Milano, 19 ottobre 1932

Alba

E quando sarà nato
tu aprirai la finestra
perché possiamo vedere
tutta l’alba –
tutta l’alba fiorire
nel nostro cielo –
Ed egli dormirà –
piccino –
nella sua culla bianca
e la luce sarà
su lui
lacrimata
negli occhi suoi
dal mio pianto.

2 febbraio 1933

Antonia Pozzi, Parole, Ancora
Antonia Pozzi, «Parole»

Testo tratto da Antonia Pozzi, «Parole», a cura di Alessandra Cenni e Onorina Dino, edizione digitale Liber Liber (PDF gratuito) (in «Gioia» è stato corretto l’apostrofo di «c’è»).